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Acustica di uffici e spazi di lavoro a Milano

Negli uffici di oggi — open space, vetrate, superfici dure — il rumore è il primo nemico della concentrazione, e le videochiamate hanno reso il problema quotidiano. L'acustica di questi spazi si misura e si progetta. Misuriamo, progettiamo l'intervento e firmiamo la documentazione.

Aggiornato · Giugno 2026 Lettura · 2 min NIINstudio · Milano

Perché negli uffici l’acustica è diventata un tema

Gli uffici sono cambiati: open space al posto delle stanze, vetrate, cemento e superfici dure al posto di moquette e tendaggi. Il risultato è che il suono viaggia e rimbomba, e il rumore dei colleghi — telefonate, conversazioni, tastiere — diventa la prima causa di distrazione e di calo della concentrazione. Con le videochiamate il problema è esploso: si parla ad alta voce tutto il giorno, e una sala riunioni che rimbomba rende le call faticose per tutti.

L’acustica di un ufficio non è un lusso: incide sulla produttività, sul benessere di chi ci lavora e sulla qualità delle riunioni. E si misura.

Open space: concentrazione e distrazione

Nell’open space il problema non è solo “quanto” rumore c’è, ma quanto lontano si capiscono le parole dei colleghi: è la voce comprensibile, più del rumore di fondo, a distrarre. Si lavora su assorbimento (soffitti e pareti che catturano il suono), schermature tra le postazioni e, dove serve, un rumore di fondo controllato. La norma UNI 11532-3 si occupa proprio degli ambienti di lavoro open space. Il dettaglio è nell’articolo su gli open space.

Sale riunioni e videochiamate

Una sala riunioni che rimbomba rovina le call: chi è in remoto sente impastato, chi è in sala fatica a capire. Qui contano l’intelligibilità della voce e la riservatezza — quello che si dice non deve sentirsi fuori. Ne parliamo in sale riunioni e videochiamate.

Coworking e spazi condivisi

Nel coworking convivono esigenze opposte nello stesso spazio: chi ha bisogno di silenzio e chi telefona, aree comuni vivaci e zone di concentrazione. L’acustica serve a far convivere queste attività senza che una disturbi l’altra. Approfondiamo in i coworking.

Come lavoriamo

Un solo interlocutore, dalla misura alla firma.

  1. Sopralluogo e misura — tempo di riverberazione, intelligibilità e, negli open space, la distanza a cui le voci restano comprensibili.
  2. Progetto dell’intervento — assorbimento, schermature, materiali scelti anche per estetica e immagine dell’azienda.
  3. Documentazione — relazione tecnica e, quando richiesta, valutazione firmata.

Acustica e progetto dello spazio

In ufficio l’acustica è anche immagine: pannelli, controsoffitti e schermi acustici fanno parte dell’arredo e dell’identità dello spazio. Per questo trattiamo correzione acustica e progetto dello spazio insieme, non come due interventi scollegati.

Domande frequenti

Perché negli open space ci si distrae così tanto?

Perché a distrarre è soprattutto la voce comprensibile dei colleghi, più del rumore di fondo. Si interviene con assorbimento, schermature e, dove serve, un rumore di fondo controllato.

Le videochiamate si sentono male per colpa dell’acustica?

Spesso sì: una sala che rimbomba rende la voce impastata anche con un buon microfono. Correggere il riverbero migliora subito le call.

Esiste una norma per l’acustica degli uffici?

Sì, la UNI 11532-3 si occupa degli ambienti di lavoro open space; una misura dice quanto l’ufficio si discosta dai valori consigliati.

L’intervento è invasivo?

Di solito no: si lavora soprattutto su soffitti, pareti e schermi, con posa rapida. La parte che conta è prima — misura e progetto.