Acustica di hall e aree comuni dell’hotel
La hall di un hotel è bella e durissima per il suono: rimbomba e dà un'impressione di confusione. Vediamo come correggere il riverbero senza tradire l'estetica.
La hall è la prima impressione, anche acustica
Atrii a tutta altezza, marmo, vetro e grandi superfici lisce: la hall di un hotel è bella e durissima dal punto di vista del suono. Voci, trolley, telefoni e musica rimbalzano e si sommano in un brusio che affatica e dà, fin dall’arrivo, una sensazione di confusione. La prima impressione di un ospite passa anche dalle orecchie.
Comfort senza tradire l’estetica
Il problema è il riverbero: il suono persiste troppo a lungo. Si corregge introducendo materiali fonoassorbenti, ma in una hall l’estetica è tutto — perciò si scelgono soluzioni integrate: controsoffitti acustici, pannelli che diventano elementi di design, tendaggi e arredi che lavorano anche sul suono. L’obiettivo è una hall accogliente in cui ci si senta parlare, senza rinunciare all’immagine.
Come si interviene
Si misura il tempo di riverberazione e si calcola quanto assorbimento serve, poi si decide dove collocarlo in modo che renda senza pesare sull’estetica. Vale per la hall come per i corridoi, le sale d’attesa e gli spazi comuni. È un lavoro in cui acustica e progetto dello spazio vanno insieme. Vedi anche l’acustica degli hotel.
Domande frequenti
Perché la hall rimbomba così tanto?
Per i grandi volumi e le superfici dure (marmo, vetro): il suono persiste a lungo. Si riduce con materiali fonoassorbenti ben scelti e posizionati.
Si può correggere senza rovinare l’estetica?
Sì: oggi esistono controsoffitti e pannelli acustici che diventano elementi di design, oltre a tende e arredi che lavorano sul suono.
Vale anche per corridoi e ascensori?
Gli spazi comuni si trattano con lo stesso criterio; per ascensori e impianti conta invece l’isolamento verso le camere.
Da dove si parte?
Da una misura del riverbero, per sapere quanto assorbimento serve e dove conviene metterlo.